Scavolini Spar Pesaro – NGC Medical Cantù 60-75 (19-21; 36-35; 51-59)
Scavolini Pesaro – M. Green 28, Sakota 5, Tomassini, Van Rossom 6, Hicks 7, Ciribeni ne, Flamini 6, Gjinaj ne, Amici ne, Shaw 2, Cinciarini 2, Allred 4. All. Dalmonte.
Ngc Cantù – Bloise ne, J. Green 12, Jeffers ne, Ortner 10, Markoishvili 7, Leunen 9, Giovacchini, Mazzarino 19, Mian 18, Lydeka ne, Meroni ne, Brienza ne. All. Trinchieri.
Vince Cantù, con la grinta che è propria della tempra canturina, Trinchieri è in grossa difficoltà per le assenze di Lydeka e Jeffers, però gioca una partita fatta di corse e passaggi in attacco e di isolamento a Green in difesa. Pesaro non trova mai la soluzione del rebus, con un Hicks irriconoscibile e col solo Marques Green a cantare e portare la croce. Cantù ha la meglio con un super Mazzarino e il solito Mian in versione killer pesarese.
Deve correre ai ripari subito dopo 4 minuti Dalmonte con Cantù che la mette sulla velocità, Pesaro sbaglia molto, soprattutto in difesa dove Mazzarino fa male e porta a 7 le lunghezze di margine. Esce bene dal Timeout Pesaro, anche se rimane il solo Marques Green a vedere il canestro. 19-21 alla sirena è un risultato fin troppo buono per la Scavolini.
Si procede a braccetto per metà tempo. Le brutture si sprecano da una parte e dall’altra. La Vuelle prende un piccolo margine di 5 punti sempre firmato Green. Cantù la riacchiappa subito con due triple di fila di Mian che punisce dai due angoli. L’intervallo dice 36-35.
Pesaro si arrabatta in attacco, ma la squadra è molle, cantù ne approfitta senza chiedere permesso: non gioca bene, ma fa canestro, e tanto stasera basta. Son soprattutto i lunghi canturini a far male mentre Hicks fa (poco) e disfa (tanto) in attacco. 51-59 all’ultimo gong.
Cantù riesce a tenere la testa della partita, si mette a segnare anche Green per Cantù e per pesaro non c’è scampo. Jerry Green se non fa canestro lo fa fare ai soliti Mazzarino e Mian. La difesa diventa insuperabile e Pesaro non segna più: 60-75 NGC Cantù.
Brutta partita, merito forse anche di attori non propriamente stelle, però fatta di agonismo e di tattica: come quella che ha permesso a Trinchieri di chiudere la scatola e mettere in scacco Dalmonte staccando Marques Green dal resto della squadra. Mossa vincente visto che Pesaro si disunisce e tira senza passarsi la palla, mentre in difesa perde coraggio e sbraca quasi subito. Il piccolo play di Pesaro sarà l’unico veramente positivo, sebbene frustrato da non poter giocare anche per gli altri. Cantù ha in Mazzarino la splendida anima, in Mian il braccio armato e in Jerry Green il fosforo. Per Pesaro, fosche nubi all’orizzonte…