Quando tutto sembrava già scritto, ecco che l’ultima di andata registra il passo falso casalingo di Forlì, che lascia strada una Bologna a cui basta un quarto (il terzo) per sbancare il parquet di Riva del Garda (64-89). Baldiraghi è costretto a rinunciare a Borgna, mentre Finelli può permettersi il lusso di lasciare a casa Losi in virtù del recupero di Cittadini (15 punti, 6/6 dal campo e 20 di valutazione in 15’). Inizialmente è Riva a fare la partita con Bertolini (21, 7/8) e Poluzzi (11) che “vedono” il canestro e caricano di falli i pari ruolo emiliani, costringendo il coach ospite a concedere 5’ di campo persino al “baby” Fin. La compagine gardesana si porta sul 27-17 al 9’, ma l’ingresso in campo di Genovese (16, 6/8) consente alla Effe di cambiare l’inerzia del match ed arrivare all’intervallo lungo a “-1” (42-41). Nella ripresa Bologna può riproporre il quintetto base ed il risultato è un terzo parziale da 28 punti fatti ed 8 subiti, che non lascia scampo a Cortesi (12) e compagni.
La vittoria della Fortitudo è ancor più importante, alla luce del risultato proveniente dal Villa Romiti di Forlì, dove i romagnoli cadono al cospetto della Trieste allenata dall’ex Bernardi (66-68), pur vincendo tre parziali su quattro. Determinante il break operato dai giuliani nel corso del primo quarto, quando passano dal 9-10 del 4’ al 9-21 del 7’. Trieste tocca il “+15” in principio di terzo quarto (31-46, 23’), Forlì risale fino al “-3” (50-53, 31’) con Frassineti (14), ma Scarponi (12) e Colli (14) respingono al mittente, il primo ritorno di fiamma (50-59, 32’). Masciadri (12) e Forray (13) riportano in seguito la Fulgor Libertas ad un solo possesso di distanza (64-66, 38’), Benevelli (13) è glaciale dalla lunetta, ma Frassineti ripristina il “-2” da sotto. La difesa forlivese costringe quindi l’attacco giuliano all’infrazione di 24”, ma Tassinari (14) sulla sirena scheggia soltanto il ferro. Trieste riesce quindi nell’impresa, nonostante il “-17” (48-31) a rimbalzo ed il “-25” (87-62) in quanto a valutazione.
I risultati dagli altri campi legittimano ancora una volta l’eccellente lavoro di Ozzano, che schianta Trento (83-61) e chiude il girone di andata a punti 24, due in meno di Bologna e tanti quanti quelli di Forlì. Al Palagira, Facenda (12 punti e 13 rimbalzi) e soci resistono 23’ (41-42), poi una coppia di liberi di Prandin (17) e due “bombe” di Stojkov (19 e 8 assist) consentono ai bolognesi di aprire un parziale amplificato successivamente da tre canestri consecutivi da tre punti di Diviach (17), con Ozzano che nel finale dilaga fino al “+22” finale.
Cose da pazzi a Brescia, dove la Leonessa sconfigge Osimo (82-75), dopo essersi ritrovata a “-19”, nel corso del secondo quarto. L’approccio alla gara dei marchigiani è da urlo: l’ex Rezzano porta i padroni di casa sul 5-4 al 2’, poi la Robur fa il vuoto: 5-15 al 5’ e 18-28 al 10’, con Vitale (32, 10/12 dal campo e 9 rimbalzi) che marca già tanti punti quanti sono quelli di tutti i giocatori avversari. Naso firma in seguito il “+19” esterno (21-38, 14’) ed all’intervallo lungo sono ancora 14, le lunghezze da recuperare per gli uomini di coach Furlani. Che accorciano le distanze nel terzo periodo per poi completare la rimonta nel quarto, ispirati da Crow (21) che prima pareggia (64-64, 32’) e poi sorpassa (69-68, 35’). Osimo si riporta orgogliosamente avanti con Rossi (16) e Barsanti (70-73, 37’), ma Brescia riesce finalmente ad imbrigliare Vitale e fa valere una rotazione più profonda, chiudendo il match con un parziale di 10-0 aperto da Alberti, proseguito da Musso (23) e Quaroni (13) e chiuso da Maggio (80-73, 39’).
Treviglio approfitta quindi di una Verona in crisi nera, per appropriarsi del quinto posto in classifica (67-64). Gli orobici prendono il largo tra la fine del secondo e l’inizio del terzo quarto (51-32, 22’) ispirati da De Min, Moruzzi (14) e Zanella, poi si rilassano e nel finale Verona torna sotto (65-64, 39’), con Bellina (13) e gli ex Ferrarese (11) e Gori (10). Minessi (12) dalla lunetta non sbaglia ed il successivo tentativo di Dri è vano.
Gli uomini di coach Faina vengono agganciati all’ottavo posto in classifica da una straordinaria Montecatini, capace di mettere sotto Omegna nonostante l’assenza di Carrizo, la presenza in panchina ma soltanto per onor di firma di Niccolai e le imperfette condizioni fisiche di Monzecchi che costringono Angelucci a partire col giovane Mugnai in campo. La Fulgor, che ha Scrocco in panchina ma nella stessa situazione di Niccolai, presenta il nuovo acquisto Saccaggi (20, 7/16) in cabina di regia già alla palla a due. L’avvio di Omegna è incoraggiante (0-7 al 3’, 9-21 al 10’), ma i termali non regalano niente ed al 15’ impattano a quota 27 con la tripla di Coraggio. Sono i cusiani a fare la partita in seguito, con vantaggio esterno di tre punti, ad un giro di lancette dalla fine (56-59). Viene a questo punto fuori l’orgoglio dei toscani, che piazzano la zampata vincente con Parente (32, 11/19) e Mei (14), mentre la Fulgor consegue la sconfitta stagionale numero sette: un po’ troppe, nonostante gli infortuni, per chi puntava a rendere difficile la vita alla Fortitudo.
A chiusura del programma, l’anticipo del Sabato tra Castelletto Ticino e Jesolo, che non ha mai avuto luogo, poiché i veneti non si sono presentati in terra piemontese per “causa di forza maggiore”. Jesolo ha chiesto di poter rigiocare la gara, ma soltanto Martedì si saprà se la richiesta dei veneti verrà accolta o se invece verrà assegnata la vittoria a tavolino alla Pallacanestro Lago Maggiore.