ARMANI JEANS - MONTEPASCHI 75-88
OLIMPIA MILANO: Mancinelli 14, Hall 11, Maciulis 16, Mordente 5, Finley 3, Bulleri 4, Rocca 10, Monroe 5, Arnold 7
MENS SANA SIENA: Domercant 6, Mc Intyre 16, Zisis 11, Eze 7, Sato 23, Lavrinovic 10, Hawkins 10, Stonerook 5
Dura meno di un quarto questa gara 3: la partita in cui Milano doveva raccogliere tutte le forze e tutta la voglia rimasta per portare a casa almeno una vinta in queste finali e cercare di allungare la serie termina in meno di un niente. L’inizio di Siena è roboante, non sbaglia nulla e non fa praticamente ragionare Milano con Finley completamente nel pallone che non riesce mai ad entrare in partita e Bulleri che suo posto fa poco di meglio.
Come detto non c‘è molto da raccontare l’Olimpia resta incollata a Siena per circa due minuti poi un secco parziale di 22 a 3 chiude quasi definitivamente i conti, il primo quarto a tre dominatori che sono Hawkins, Mc Intyre e l’MVP del campionato Romain Sato. La Montepaschi gioca un basket semplicemente perfetto con percentuali altissime (69% dal campo con il 67% da tre) e un aggressività difensiva da final four di Eurolega, Milano arranca subisce il colpo e non riesce più ad attaccare anche se in questo inizio da incubo si nota Maciulis che conferma il buono stato di forma di questi play off. Siena domina letteralmente il primo quarto che termina sul risultato di 32-11 per gli ospiti.
Nel secondo quarto qualcosa cambia: gli uomini di Bucchi riescono ad organizzare meglio l’attacco e la differenza tra le due squadre si assottiglia ma non si assottiglia il risultato. Pianigiani inizia a ruotare molto di più gli uomini, Lavrinovic ha un ottimo impatto sulla gara segnando 8 punti nel solo secondo periodo accompagnato da Zisis e Domercant. Per Bucchi invece i punti arrivano dagli ultimi arrivati Monroe e Arnold, l’intensità si abbassa, le percentuali di Siena calano e Milano sembra trovare un minimo di luce nel gioco ma nonostante tutto il divario resta invariato 36-57 alla fine del primo tempo.
Al rientro dagli spogliatoi la Mens Sana deve solo amministrare il vantaggio, l’Armani Jeans deve cercare l’impresa impossibile di recuperare 21 punti in 20 minuti ai campioni d’Italia o quantomeno deve dare segnali di vita e provare a difendere l’onore. Maciulis continua a produrre buone cose in attacco Mike Hall scatena parte della sua rabbia agonistica e cerca di prendersi la squadra sulle spalle e in parte ci riesce, l’Olimpia incanala un paio di parziali che possono far pensare ad un tentativo di rimonta ma l’ottima gestione di Pianigiani in quanto rotazioni e chiamate di Time Out impediscono il rientro milanese. Hall nella parte centrale diventa il leader carismatico della squadra segna, difende e si arrabbia spesso con gli arbitri per qualche decisione dubbia che scalda anche il pubblico milanese, vedi il netto antisportivo non fischiato a McIntyre sullo stesso Hall lanciato in contropiede. Tutto ciò non basta Sato e McIntyre segnano canestri di puro talento e con quoziente di difficoltà piuttosto elevato e L’incubo milanese continua perché Siena resta a +20 anche alla fine del terzo quarto.
L’ultimo quarto è pura accademia per Siena. Milano ora deve dare un segnale forte agli avversari, al suo pubblico e a se stessa per gara 4 cercando di rientrare e di assottigliare il divario Maciulis e Hall cercano di creare qualcosa offensivamente ma Siena non lascia un attimo di respiro ai meneghini che non riescono a recuperare neanche un punticino. Zisis ed Eze mantengono il risultato sempre sui venti punti di margine fino agli ultimi 3 minuti di gioco quando rientra in campo Mancinelli e Siena è ormai nella doccia: l’ex capitano fortitudino segna sette punti in un amen senza nessun tipo di ostacolo difensivo e riduce il divario a tredici punti chiudendola partita sul 75-88
Non c’è stata storia una prova di forza assoluta di Siena contro una avversario che se pur inferiore doveva sicuramente crederci di più. Lo scorso anno Milano giocò alla morte gara 3 perdendola solo nel finale oggi ha perso la partita già al sesto minuto per Bucchi è un problema di stanchezza fisica e mentale il difficile cammino nei play off ha svuotato la squadra, non è tanto una questione di pallacanestro ma di condizione psicofisica… questa lettura pare un pò semplicistica, non si esclude il fatto che l’Olimpia sia provata dal cammino svolto fin qui ma la differenza in campo di uomini, di gioco e di tattica, si nota.