Real Sports
17 Luglio 2010

Legadue - Escluse Vigevano e Fortitudo

di Federico Bettuzzi

Domanda iniziale: quando si assisterà ad una estate priva di sparizioni di club cestistici professionistici? Dal 1995, anno di entrata in vigore del regime ex lege 91/1981 per i primi due campionati nazionali di pallacanestro, la moria di società è stata continua. Nessuna eccezione per la Legadue 2010/'11, in cui Vigevano e Fortitudo Bologna non giocheranno.

Doloroso il verdetto per la Nuova Pallacanestro Vigevano, che solo un anno fa festeggiava la promozione in A2. Reduce da un'annata strepitosa, conclusasi con salvezza anticipata, degna partecipazione ai playoff ed inaugurazione del tanto atteso nuovo palasport, la compagine gialloblu non ha retto alla pressione dei debiti. I nuovi proprietari del sodalizio lomellino non hanno saputo reperire le risorse sufficienti a garantire la copertura del deficit accumulato, rendendo così vano ogni sforzo effettuato sul campo. Vigevano per la seconda volta nella sua storia sparisce dalla carta geografica del basket. La città ducale potrà ricominciare dalla C Regionale, una categoria dilettantistica dai costi e dal prestigio enormemente inferiori. Resta l'orgoglio del pubblico che affollava in passato il PalaBasletta e che nell'ultima annata ha sopportato l'esilio novarese. Il mantenimento dell'affiliazione lascia aperte le speranze ducali.

Finale spietato ma ampiamente atteso quello della Fortitudo. Già salvata un anno fa dal Consiglio Federale assieme ad un'altra realtà decotta, la NSB di Papalia, stavolta non ha ottenuto sconti. La stessa ammissione in A Dilettanti era subito apparsa come una mossa affatto prudente ma solo intesa a rimandare l'inevitabile. Sulla testa della compagine felsinea pesa una montagna di debiti che il declassamento tra i dilettanti aveva solo congelato, forse sperando che nel frattempo qualche imprenditore potesse rilevare il testimone da Gilberto Sacrati. Esiste però qualcuno disposto a rilevare una società gravata di 6,4 milioni di Euro di pendenza nei confronti del Comune per il mutuo non onorato del PalaDozza e di ulteriori 1,7 milioni di medesima valuta per mancati saldi di spettanze, previdenze, tasse e compensi dei fornitori? La risposta, ovviamente negativa, è emersa con il passare dei mesi. Destino duro ma abbastanza giusto, seppur tardivo. Un anno fa la Federazione decise di non cancellare la Fortitudo per non doversi accollare interamente l'onere del lodo FIBA promosso e vinto da Sharon Drucker nei confronti dell'Aquila scudata: 380mila Euro da risarcire all'allenatore israeliano che, in caso di sparizione del club bolognese, sarebbero ricaduti sulle esangui casse di via Vitorchiano. La decisione attuale non soddisfa di certo i numerosi creditori, anci li reinvia ad altra ed eventuale soluzione. Se la Fortitudo riuscirà ad iscriversi alla C Regionale senza artifizi di sorta, buona parte delle pendenze resteranno congelate; in caso di fallimento, competerà ad un curatore trovare le risorse per risarcire in minima parte i tanti danneggiati dalla pessima gestione della società biancoblu. Vittime, ancora una volta, i tifosi: le donazioni si sono rivelate alla fine un gesto d'amore tanto bello quanto inutile.

Senza le escluse, strada spianata per i ripescaggi. Già certo quello di Jesi, che si avvale della cancellazione dell'ibrido papaliano per dimenticare ed annullare l'infausta retrocessione, le prossime beneficiarie dovrebbero essere Forlì e San Severo.


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