Insalata: i 5 errori più comuni. Come non sbagliare?

Condire l’insalata è un’arte ma ci sono alcuni errori dovuti all’inesperienza. Quali sono quelli comuni?

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Insalata: i 5 errori più comuni. Come non sbagliare?

Alzi la mano chi è a dieta! In questo periodo dell’anno tutti decidiamo di correre ai ripari e di perdere peso per superare la prova costume. Decidiamo di convertirci all’insalata dopo mesi di comfort food. L’insalata non è un pasto da sottovalutare perché può diventare completo, non si tratta di foglie verdi accompagnate da pomodori e in qualche caso da tonno e cipolla. Molti chef, tra cui Antonino Cannavacciuolo, ne hanno fatto un piatto da menù, prossimamente vi proporremo la ricetta dell’insalata liquida, oggi vogliamo discutere insieme a voi di quali sono i 5 errori più comuni quando prepariamo l’insalata.

  1. Non conoscere le varietà

    Quando ci fermiamo al banco della verdura, il nostro sguardo cade sul primo cespo d’insalata, spesso la varietà brasiliana croccante e a foglie larghe, ma non è l’unica che esiste. Basta volgere lo sguardo in tutte le direzioni. Le insalate si dividono in tre categorie: lattuga, cicoria, indivia. La lattuga ha un colore chiaro e a questa categoria appartengono l’iceberg, trocadero, lattuga romana e cappuccio. Le cicorie hanno un sapore amaro e in questa categoria troviamo il radicchio, l’insalata belga e il pan di zucchero. Infine abbiamo l’indivia che si trova solo nei mesi freddi e tra queste riconosciamo la scarola e l’indivia riccia;

  2. Comprare sempre la stessa insalata

    Non tutte le insalate sono uguali e lo abbiamo scoperto analizzando insieme quali sono le caratteristiche nutrizionali. In ogni caso cercate di prestare molta attenzione al colore che deve essere vivo e verificate la presenta di ammaccature e parti marcite. Se acquistate le insalate in busta controllate che il sacchetto non sia gonfio (il gonfiore è causato dalla fermentazione della verdura), lavatele sempre sotto l’acqua per uccidere eventuali batteri che sopravvivono e occhio alla scdenza;

  3. Conservare direttamente in frigorifero

    Dopo l’acquisto conserviamo l’insalata subito in frigo, niente di più sbagliato perché se ci sono delle foglie marce si comprometterà tutto il cespo. Il consiglio è di eliminare queste parti danneggiate e di riporle in un contenitore coperto con un panno umido. Posizionare tutto nella parte bassa del frigo per 3-5 giorni. Alcune varietà riescono a resistere una settimana;

  4. Non provare nuove ricette

    L’abbiamo detto all’inizio che l’insalata non è solo foglie e pomodori e lo ribadiamo, anzi uno degli errori più comuni è quello di usare poca fantasia. Il massimo che ci concediamo sono le scagli di parmigiano o la mozzarella, il mais e il tonno. Un mix molto interessante è con germogli e semi uniti a frutta secca e fresca per pranzetti completi e succulenti. Contrasti di colore e di sapore che stuzzicano l’appetito!

  5. Non usare nuovi condimenti

    Dopo gli abbinamenti non potevamo non soffermarci sui condimenti. Olio, aceto e sale sono solo la base. Si possono preparare deliziose sale con aceto balsamico e spezie oppure con panna acida e yogurt. Il sapore amarognolo delle cicorie e delle indivie si può smorzare con il miele, in ogni caso non condite troppo tempo prima di servire perché le foglie possono perdere la croccantezza. Tranne nel caso del cappuccio.

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